Associazione Culturale Lycopodium · Società Italiana di Omeopatia di Firenze

Prodotto dalla Scuola Garlasco un nuovo proving  

Di Falabella V., Segantini S., Arcovito G., Cirelli S., Di Salvo S., Galli E., Lanzara G., Pistelli E., Varano P., et al.

METODOLOGIA

Il rimedio Culex mosca è ottenuto dalla zanzara comune. Nel rimedio testato è possibile riconoscere aspetti riconducibili alla classe zoologica degli insetti in generale, cui la zanzara appartiene, e altri aspetti più specifici della famiglia e della specie di appartenenza.

 

La zanzara appartiene all'ordine dei Dipteri che comprendono 3540 specie diverse. Le zanzare sono ematofaghe e le femmine sono dotate di un apparato buccale in grado di aspirare fluidi come il sangue necessari per la maturazione delle uova. Lo sviluppo post-embrionale delle zanzare si svolge completamente nell'acqua ed è grandemente influenzato dalle temperature ambientali che ne determinano lo sviluppo e la diffusione.

 

Il farmaco omeopatico è stato sperimentato in doppio cieco su 51 volontari, medici e veterinari iscritti a un corso triennale di omeopatia di scuole affiliate alla FIAMO* e secondo le indicazione dell'ECH, l'organismo europeo che elabora le regole riguardanti la ricerca in omeopatia.

 

I soggetti presunti sani provengono da aree geografiche diverse dislocate prevalentemente nel Centro-Sud Italia.

 

Sono stati reclutati tutti i soggetti in buona salute che si sono resi disponibili alla sperimentazione previa informazione della metodologia in oggetto e delle condizioni della privacy.

L’assegnazione dei trattamenti viene fatta tramite sorteggio. Per ogni soggetto viene redatta una cartella clinica.

Dopo un mese di osservazione i medici esaminatori hanno valutato le condizioni di ogni singolo volontario per stabilire l’idoneità di partecipazione.

 

Il trattamento verum è stato assegnato a 31 soggetti. Tra questi 9 hanno sperimentato la 200 CH , 22 la 30 CH. I restanti 20 hanno costituito il controllo.

Le dosi da testare provengono direttamente dalla sede farmaceutica e arrivano allo sperimentatore sotto forma di granuli nei contenitori numerati.

Lo staff è composto da due direttori di sperimentazione, sette medici esaminatori e un esperto biometrico.

Ogni prover riceve una preparazione da testare siglata secondo un codice di identificazione. La preparazione farmacologica viene realizzata secondo le indicazioni della farmacopea classica e sottoposta alle norme di G.P.L. che coincidono con la sicurezza del prodotto.

I codici di identificazione sono tenuti in busta chiusa fino alla fase dell’analisi dei sintomi in sede farmaceutica.

 

Il farmaco o il placebo viene assunto dal prover nella dose di tre granuli, quattro volte al giorno, rispettando le modalità di assunzione indicate nel protocollo, e continuando fino a sette giorni consecutivi se non appaiono i sintomi.

La comparsa di almeno un sintomo riconosciuto sia come nuovo che come pregresso, determina la sospensione del proving.

Una sola dose-test viene somministrata il giorno prima dell’inizio della sperimentazione per evidenziare l’eventuale ipersensibilità al farmaco.

Gli eventuali sintomi apparsi vanno riportati, con le relative modalità, nel diario della sperimentazione fino alla loro scomparsa.

 

RISULTATI

Sono stati raccolti in totale 304 sintomi, tra verum e placebo. I soggetti “responder” sono stati in totale 28 sui 51 in totale, di questi 15 hanno sperimentato la 30 CH, uno la 200 CH e 12 il placebo. L’elaborazione dei risultati è sotto riportata nelle Tabelle.

 

DISCUSSIONE

Abbiamo cercato nell’analisi dei dati di dare una maggiore oggettività possibile ai sintomi.

La significatività del dato che riguarda il numero dei sintomi del verum rispetto al placebo conforta l’ipotesi di una azione rilevante del farmaco testato rispetto al gruppo di controllo.

Un’altra conferma che abbiamo avuto in sede statistica riguarda il numero dei sintomi mentali degli sperimentatori che hanno avuto il placebo che è mediamente di 7,6 rispetto al 3,7 dei sintomi prodotti dl verum.

Questo dato conferma i rilevamenti delle matanalisi dove viene evidenziato che il fattore emotivo condiziona grandemente i risultati specie dei sintomi mentali.

 

Un dato interessante è che su 9 prover che hanno sperimentato la 200 CH solo uno ha riportato sintomi.

 

Redigendo la Materia Medica del proving di Culex Musca, abbiamo raccolto alcuni aspetti a nostro parere più significativi.

 

A livello mentale abbiamo notato come nucleo prevalente l’agitazione e l’irritabilità. Ci sono anche molti sintomi opposti di rallentamento e poi di esaurimento che seguono l’attività incessante.

E’ un esaurimento sia fisico che emotivo.

 

L’irritabilità è correlata, su un piano fisico, all’ipersensibilità sensoriale: i sensi di Culex Musca, per realizzare lo scopo principale della sua vita, cioè la riproduzione, devono essere iperattivi sia per trovare un animale da cui succhiare il sangue sia per difendersi dagli attacchi di animali predatori, uomo compreso.

 

Significativo è il sogno di un prover in cui si guarda con un binocolo degli animali selvaggi, tra cui un lupo, al riparo di una grotta.

 

Anche all’ipertono del sensorio segue l’esaurimento di tutti i sensi.

 

Il dolore è prevalentemente bruciante e riguarda sia il lato destro che il sinistro e spesso i lati sono in alternanza.

 

Nel proving il dolore bruciante e il prurito riguardano le sezioni: Head, Face, Eye, Ear, Nose, Throat, Chest, Rectum, Extremities, Skin. Le eruzioni sono costituite da foruncoli, vescicole, herpes, psoriasi.

 

Alcuni sintomi sono sovrapponibili a quelli descritti da James Tayler Kent nella sua Materia Medica di Culex Musca.

 

CONCLUSIONI

In vista di una graduale equiparazione in materia legislativa omeopatica tra i paesi UE, ci sembra opportuno arrivare preparati ad affrontare le controversie metodologiche ed epistemologiche sollevate dal mondo scientifico in materia di ricerca omeopatica.

 

Se il ricercatore omeopatico è in grado di effettuare studi affidabili e ben impostati metodologicamente, di garantire la credibilità dei risultati ottenuti e la protezione dei soggetti volontari secondo le norme di GCP, allora potrà venire intesa con maggior competenza la farmacodinamica omeopatica e la validità del proving omeopatico.

 

Gli studi clinici controllati mediante placebo rappresentano lo standard delle procedure di sperimentazione clinica dei farmaci. Tutti gli autori di studi fatti sui proving concordano nella necessità di condurre studi controllati come peraltro le indicazione dell'ECH hanno stabilito nelle linee guida citate. Anche nel nostro lavoro si è rivelato utile il controllo per meglio capire la tipologia dei sintomi prodotti del verum.

 

L'ottimale in senso statistico sarebbe la realizzazione di grandi studi, che porterebbero a stimare la raccolta dei sintomi con un ridotto intervallo di confidenza, vale a dire con elevata attendibilità.

Purtroppo, almeno per ora, questo non è possibile nel mondo omeopatico a causa di limitazioni organizzative e per scarsità di mezzi finanziari.

Comitato per la cooperazione decentrata del Comune di Viareggio

Progetto di sostegno allo sviluppo della medicina naturale e omeopatica a Cuba.

Bilancio delle attività dal 1995 al 2000

Da alcuni anni viene sviluppato a Cuba un progetto di sostegno alle medicine non convenzionali e in particolare alla medicina omeopatica al quale hanno contribuito, nelle diverse tappe, più attori dell'ambito sanitario e sociale. Il progetto ha avuto uno schema ideale di implementazione nella modalità della cooperazione decentrata. I risultati ottenuti dal punto di vista clinico e della relazione costi-beneficio non sono ancora stati quantificati se non per aree parziali di intervento, ma i parziali dati preliminari disponibili consentono di affermare che l'interscambio e la cooperazione rappresentano uno strumento fondamentale anche per l'avanzamento delle politiche sanitarie e per il miglioramento della salute della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Poiché il progetto si è articolato per varie fasi ed è tuttora in corso, ci è sembrato opportuno ripercorrerne quelle più significative, facendole precedere da una breve descrizione del funzionamento del sistema sanitario nazionale nell'isola caraibica.

Il modello sanitario cubano

A Cuba, come nella maggior parte dei paesi del Terzo Mondo, alla fine degli anni Cinquanta la situazione sanitaria del paese era caotica. La denutrizione era diffusa soprattutto nelle aree rurali e proliferavano le tipiche patologie del sottosviluppo come diarrea, tubercolosi e malaria. Già nei primi anni Sessanta, dopo la rivoluzione del 1959, si crearono i primi servizi medici sociali per offrire assistenza medica agli abitanti dei villaggi più sperduti fino ad allora esclusi, si istituirono 26 ospedali rurali e diversi ospedali urbani, furono nazionalizzate le farmacie e si stabilì la gratuità del servizio medico.

 

Nel 1964 iniziò la strutturazione in tutto il paese di una fitta rete assistenziale diretta dal Ministero di Salute Pubblica intorno ad unità subordinate formate poliambulatori e ospedali. Risalgono a quegli anni i programmi di vaccinazione di massa e la lotta contro le malattie endemiche, che determinarono un visibile miglioramento delle condizioni di salute della popolazione. Nel 1965 la medicina cominciò ad assumere un carattere innanzitutto preventivo e nel 1968 i poliambulatori cominciarono a raggruppare la popolazione in settori. Queste divisioni settoriali consentirono un intervento sanitario diretto sul territorio. Sempre in quegli anni vennero messi in atto importanti programmi per migliorare lo stato della salute pubblica e i risultati non si fecero attendere. Un indicatore fra gli altri: negli anni Settanta la mortalità infantile si era dimezzata rispetto alle percentuali del decennio precedente. Nel 1974 venne istituito un modello superiore di assistenza che si estese a tutto il paese nel 1977, mentre la realizzazione di Facoltà di Medicina in tutte le provincie consentì di ridurre a meno dell'uno per cento le cause di morte per malattie infettive e contagiose. Nel 1984 prese l'avvio nei quartieri delle città la pianificazione del programma di assistenza medica della famiglia attraverso i medici di base (medicos de la familia), che si estese a tutto il paese, permettendo di fornire alla popolazione un'assistenza sanitaria di base capillare e immediata, con un rapporto medico/numero di pazienti particolarmente significativo per una realtà di paese del Terzo Mondo (1 medico ogni 200 abitanti).

 

Tuttavia alla fine degli anni Ottanta, con la scomparsa del blocco socialista e l'inasprimento del blocco economico statunitense, la situazione è diventata particolarmente difficile. Il repentino e massiccio deterioramento dell'economia del paese non poteva non riflettersi anche sulla sanità, nonostante la volontà dichiarata e realizzata di non chiudere nessun ospedale e nessun ambulatorio pubblico. I medici si trovarono ad operare in condizioni molto precarie, in assenza di medicinali, strumenti e pezzi di ricambio.

La riscoperta dell'omeopatia

In coincidenza con l'avvio del cosiddetto "periodo speciale" cominciò ad avvertirsi nel paese sempre di più l'esigenza di ampliare e diversificare la gamma delle terapie disponibili. Si manifestò l'interesse a riscoprire tradizioni autoctone di medicina popolare e ad approfondire la conoscenza delle medicine non convenzionali fino a quel momento poco sviluppate. Il Ministero della Sanità adottò una politica sanitaria molto più flessibile ed aperta ed istituì ambulatori di "medicine alternative" (soprattutto agopuntura) nei presidi sanitari territoriali delle principali città del paese. In campo omeopatico cominciarono a muoversi i primi passi per la formazione di medici, farmacisti e veterinari attraverso l'istituzione di relazioni con diverse scuole omeopatiche americane ed europee. Nel 1992 il Ministero della Sanità decise di inserire l'omeopatia nel programma delle cosiddette "terapie non convenzionali" e nello stesso anno l'Assemblea provinciale del Poder Popular de L'Habana promosse il primo corso per medici e farmacisti.

 

Nell'estate del 1994, con la collaborazione della vicepresidenza italiana della Liga, la totalità dei medici aderenti al gruppo "Dott. Antiga" si è iscritta alla L. H. M. I., mentre alla fine dello stesso anno si è svolta la prima Assemblea nazionale dei medici omeopatici.

Prime forme di cooperazione

Nell'estate del 1994 è stato definito un progetto di collaborazione fra la Facoltà di Farmacia di Santiago di Cuba e l'Associazione omeopatica "Homoeopathia Europea" con l'obiettivo di realizzare "lo sviluppo della medicina omeopatica a Cuba come alternativa terapeutica che consenta un utilizzo razionale delle risorse nazionali disponibili nella pratica terapeutica di base", sostenere la formazione di un gruppo locale di operatori medici, odontoiatri, veterinari e farmacisti in omeopatia, la creazione di un ambulatorio omeopatico e di un laboratorio farmaceutico in grado di riprodurre i farmaci necessari al fabbisogno locale. L'attività è stata svolta durante il 1995 dalle associazioni Lycopodium di Homoeopathia Europea e Raphael di San Giuliano Terme, con il sostegno delle associazioni del Comitato locale per la Cooperazione Decentrata e l'appoggio dell'Amministrazione comunale di Viareggio nella fase di attività clinica vera e propria.

 

Nell'anno successivo è stato strutturato un progetto di cooperazione decentrata del Comune di Viareggio, sviluppatosi nel corso del 1996 nella provincia di Guantanamo con il cofinanziamento e l'integrazione del progetto nel programma di emergenza per il risanamento idrico promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

 

Un nuovo progetto analogo al precedente è stato approvato nell'aprile del 1997 dalla Regione Toscana e cofinanziato dal Comune di Viareggio che ha portato all'apertura nel maggio del 1998 di un ambulatorio di medicina naturale e omeopatica presso l'Hospital Clinico Quirurgico 10 de Octubre del quartiere Cerro di La Habana.E' stato acquistato un computer multimediale e relativa stampante, presso un' impresa cubana pubblica che vende solo a istituzioni e non a privati, e il software Radar + CHIP che consente un grande miglioramento quantitativo e qualitativo delle prescrizioni, così come ampiamente documentate dalle esperienze precedenti.

 

La Direzione dell'Hospital X Octubre aveva messo a disposizione, come concordato nel progetto, i locali e il personale medico e farmaceutico abilitato che a partire già dal mese di dicembre. L'ambulatorio funziona 3-4 giorni alla settimana per pazienti interni all'ospedale e per i pazienti esterni, un bacino di utenza di più di 100.000 persone.

 

In questi anni le medicine non convenzionali si sono sviluppate a una velocità imprevedibile e sono state riconosciute dal Ministero della Sanità come uno strumento prioritario delle politiche sanitarie promosse nel paese ed inserite nell'assistenza primaria fornita alla popolazione.

 

È stata realizzata un'intensa attività di formazione del personale medico e sanitario. Nel febbraio del 1996 è stato organizzato il primo seminario multigruppo di medicina omeopatica a Cuba al quale hanno partecipato medici, farmacisti e veterinari provenienti da 8 delle 14 province dell'isola e si è realizzato il primo gruppo di formazione veterinaria presso la sede del Consejo Veterinario Nazionale.

 

Questo programma di iniziative ha avuto diramazioni anche in Italia dove il Comune di Viareggio, unitamente all'OPS/OMS, ha collaborato al finanziamento con le modalità di cooperazione decentrata dell'attività svolta a Santiago e Guantanamo. Nel novembre 1996 si tengono in contemporanea tre seminari a Guantanamo, a Santiago e all'Avana (di veterinaria) e viene convocato all'Avana il Congresso di medicina naturale e bioenergetica. La Regione Toscana e il comune di Viareggio hanno approvato, nel quadro delle attività del PDHL, per il 1998/99 un nuovo progetto con le modalità dei precedenti localizzato nella provincia di Pinar del Rio con la realizzazione di un seminario multigruppo a carattere nazionale tenutosi nel novembre 1998. Alla realizzazione del seminario hanno collaborato il PNUD, l'UNOPS, la cooperazione italiana a Cuba e la SIVTRO, Sezione Italiana di "Veterinari senza frontiere". L'iniziativa ha avuto il patrocinio dell'ambasciata italiana a Cuba. Alla cerimonia di inaugurazione infatti hanno presenziato l'Ambasciatore di Italia a Cuba e il coordinatore del Programma di sviluppo umano locale (PDHL).

 

Al corso hanno partecipato circa 80 medici e veterinari provenienti dalla diverse province del paese. In occasione della missione sono stati consegnati diversi materiali previsti dal progetto, in primo luogo alcune centinaia di testi omeopatici. A partire dal mese di maggio sono stati inviati a Cuba i materiali destinati all'allestimento del laboratorio farmaceutico.

Il sostegno al Centro de Medicina Natural y Tradicional (CMNT) di Avana Vieja nel quadro del PDHL Cuba

Con l'adesione del Comune di Viareggio e di altri comuni toscani al Programma multilaterale di sviluppo umano locale (PDHL) promosso dalle Nazioni Unite con fondi del Ministero italiano degli Affari Esteri (MAE) si stanno in questo momento promuovendo a Cuba e in particolare nelle province di Granma e Pinar del Rio e nella municipalità di Avana Vieja decine di progetti cofinanziati da enti locali e associazioni della società civile nel quadro della cooperazione decentrata prevista dal programma stesso.

 

Tra i diversi progetti approvati e in fase di realizzazione è significativa la presenza del progetto di ristrutturazione e potenziamento del Centro di Medicina naturale e Tradizionale del quartiere di Belen a l'Avana Vecchia.

 

Il progetto si pone l'obiettivo di sviluppare le terapie tradizionali e naturali, in particolare omeopatia e medicina tradizionale cinese, già a disposizione della popolazione del quartiere, attraverso la fornitura di materiale informatico hardware e software, di una farmacoteca omeopatica, dei testi base per gli operatori e per la biblioteca del centro, di creare un laboratorio di medicina omeopatica, di formare gli operatori sanitari e i medici a livello comunale e provinciale, di promuovere lo scambio di conoscenze scientifiche su scala internazionale e di sviluppare iniziative che garantiscano la sostenibilità economica del poliambulatorio (vedi tabella allegata).

 

Infatti, oltre alle attività principali previste per il miglioramento delle attrezzature del centro e il coordinamento delle attività con la Sala Polivalente Comunitaria del quartiere San Isidro, sono state previste l'organizzazione di un servizio de medicina naturale per i turisti e stranieri residenti che ne richiedessero le prestazioni, una possibilità di scambio studentasco e lo studio della produzione cubana di prodotti naturali che potrebbero interessare anche il mercato estero.

 

La prima iniziativa di questo progetto è la realizzazione a luglio 2000 di un Seminario Nazionale di Clinica Omeopatica, promosso dalla Ong CISP di Roma con fondi dell'Unione Europea, e la Sociedad Cubana de Medicina Tradicional y Bioenergetica, con la collaborazione del PDHL e il CMNT di Avana Vecchia. Il seminario è stato aperto da una tavola rotonda svoltasi nella sede del recentemente restaurato emiciclo del governo di Avana vecchia, a cui hanno partecipato oltre ai rappresentanti delle istituzioni organizzatrici dell'evento, il rappresentante delle Nazioni Unite, dell'OMS di Cuba, della Direzione Nazionale di MNT, dei rappresentanti della Municipalità.

 

Al corso hanno preso parte 45 medici provenienti dalle 12 province cubane che hanno sviluppato un'attività omeopatica nel corso di questi ultimi anni: la provincia di La Habana oltre che la Ciudad, che conta sul maggior numero (circa 300) di medici e odontoiatri omeopati diplomati, oltre a molti veterinari e farmacisti, Pinar del Rio, Camaguey, Guantanamo, Cienfuegos, Santiago, Granma, Matanzas, Sancti Espiritu, Villa Clara, Santiago, Holguin.

Una rete di relazioni

Numerose sono state le iniziative di informazione ai cittadini promosse e realizzate dalle associazioni che sostengono il progetto, riprese anche da radio e televisioni locali. In particolare una relazione sul progetto è stata presentata nel corso del convegno indetto dalla Regione Toscana "Le medicine non convenzionali. La realtà europea, la situazione e le prospettive in Toscana", tenutosi a Firenze il 4/11/1997, mentre nel febbraio 1998 una delegazione cubana (composta dai dottori Acosta e Zuniga) ha partecipato a Milano al congresso "Medicina Naturale a convegno" promosso dalla rivista Medicina Naturale. In precedenza era stata consentita la partecipazione di medici cubani al congresso della L.M.H.I. di Capri (1996) grazie allo sforzo di solidarietà prodotto dalle associazioni.

 

Alle attività rivolte al pubblico e alla società civile bisogna aggiunto un lavoro di coordinamento e relazioni con le associazioni interessate ai progetti di cooperazione. In particolare l'ufficio romano dell'UNOPS e l'Unità Tecnica Centrale del Ministero degli Affari Esteri, l'organizzazione "Noi Medici per Cuba", l'Ufficio Internazionale dell'ARCI, la direzione nazionale di Italia-Cuba, le ONG interessate a progetti sullo sviluppo della medicina naturale nei paesi in via di sviluppo (CISP,GVC, Cospe), nonché autorità locali ed enti cubani e la OPS/OMS di Cuba.

 

Le attività svolte in Italia e in particolare nell'ambito toscano sono state duplici. In primo luogo si sono susseguiti numerosi incontri a livello locale per l'integrazione dell'attività del progetto nel quadro del PDHL, a cui sia il Comune di Viareggio che la Regione Toscana hanno aderito.

 

Nello stesso tempo sono state organizzate missioni a Cuba, attività di gemellaggio (con la Municipalità di Habana Vieja) e viaggi in Italia di specialisti cubani, ultimo quello di René Guarnaluse, responsabile dell'Unità Operativa di MNT dell'Hospital X de Octubre, sede dell'intervento di cooperazione decentrata 1997/98.

 

Infine una relazione sulle attività quadriennali realizzate con la collaborazione della Regione Toscana e del Comune di Viareggio e sull'integrazione delle MNC nel Sistema Sanitario in Italia e in particolare in Toscana è stata presentata al II Congresso Cubano di Omeopatia tenutosi all'Avana dal 19 al 23 Luglio 1999.

Alcuni risultati

Per dare un idea dell'impatto che queste attività hanno avuto sulla realtà sanitaria cubana è possibile fare riferimento ai dati relativi alla provincia di Santiago. In una situazione in cui nulla di omepatico esisteva prima dell'intervento di cooperazione, a parte l'interesse di alcuni operatori, dal dicembre 1995 fino al marzo 1997 il gruppo Jatropha curcas ha trattato omeopaticamente 7.025 pazienti, in maggioranza negli ambulatori di odontoiatria per patologie acute del cavo orale, ma anche in medicina generale per asma bronchiale e patologie del SNC, in ambulatorio di fisiatria e riabilitazione e per affezioni acute. Alla fine del 1996 esistevano 11 ambulatori di medicina naturale e omeopatica, 15 medici addestrati alla pratica clinica e 12 veterinari in 5 cliniche veterinarie. Contemporaneamente è stata sviluppata una intensa attività di ricerca clinica e farmacologica.

 

Nel novembre 1997, in occasione del I° Congresso nazionale di Omeopatia, si stimava che fossero state effettuate a Santiago almeno 22000 visite omeopatiche.

 

Nell'agosto 1999 erano operativi ambulatori omeopatici per il trattamento di malattie croniche in diversi ospedali (Hospital Infantil Norte, Hospital Infantil Sur, Hospital Provincial clinico-quirurgico de Santiago, Policlinico 30 de Noviembre, Policlinico Finlay, Hogar de impedidos fisicos y mentales), 6 ambulatori odontoiatrici omeopatici nonché ambulatori per il trattamento delle patologie acute e d'emergenza (traumi, asma, infezioni acute respiratorie, urinarie, ecc.) presso 10 poliambulatori.

 

Per quanto riguarda l'attività didattica dal gennaio al giugno del 1999 sono stati impartiti corsi di formazione di base in omeopatia prevalentemente per il trattamento delle affezioni acute mediche e odontoiatriche a 218 medici e odontoiatri; è stato svolto un corso di specializzazione in omeopatia in collaborazione con l'Istituto Superiore di Scienza Medica (I.S.C.M.) e redatto, a partire dal repertorio di J.T.Kent, un " Repertorio pediatrico" in lingua spagnola, distribuito agli operatori interessati. È stato impartito un corso di omeopatia all'interno di un "Master di Medicina Naturale e Tradizionale " organizzato per la prima volta dall'Istituto Superiore di Scienza Medica (I.S.C.M.)

 

La ricerca clinica e di base, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Scienza Medica, ha condotto alla realizzazione di diversi studi, di medicina umana (trattamento omeopatico dell'asma bronchiale, induzione omeopatica del travaglio di parto, trattamento omeopatico della diarrea infantile), ricerca di base (modificazioni elettroencefalografiche dopo assunzione di un trattamento omeopatico), medicina veterinaria (trattamento omeopatico dell'ipogalattia porcina, dell'anestro bovino, dei piccioni viaggiatori in preparazione delle gare di volo e delle patologie infettive dei polli).

 

Gli studi effettuati in ambito odontoiatrico hanno riguardato invece il trattamento omeopatico delle afte buccali, delle emergenze odontoiatriche e dei traumi odontostomatologici e l'analgesia omeopatica.

 

Dalle relazioni sulle attività svolte nel 1999 si ricava che le province che hanno beneficiato delle attività di cooperazione internazionale hanno potuto sviluppare un'attività clinica maggiore e di miglior livello, fra di esse Santiago, con circa 16.000 visite omeopatiche all'anno, Pinar con 43.000, Habana con 28.000.

 

Il totale delle visite effettuate nel corso del 1999 nel paese è stato stimato intorno alle 130/140.000 e il numero dei medici e odontoiatri che hanno sostenuto un regolare corso di specializzazione sono attualmente circa 1000, oltre a qualche centinaio di farmacisti e veterinari.

 

Tabella 1: preventivo spese per il Centro di Medicina Naturale e Tradizionale di Avana Vecchia

Scarica la tabella

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Omeopatia nel deserto del Sahara

il Progetto Demhos

Nel contesto del Sahara è stato attivato un progetto di cooperazione di formazione omeopatica.

In una situazione estrema dal punto di vista ambientale e con gravi difficoltà economico-sociali, il popolo Saharawi continua ad allevare animali (prevalentemente cammelli, pecore e capre) che svolgono una funzione alimentare, economica e sociale. I saharawi hanno abbandonato da tempo la via delle armi per far valere i loro diritti e hanno seguito la strada della diplomazia e delle relazioni internazionali.

In questo contesto si sono attivati numerosi progetti di cooperazione. Uno di essi è stato quello di formazione omeopatica, Progetto Demhos

 

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