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Tribunale italiano riconosce i danni da vaccino "morbillo, parotite, rosolia"
Di Joseph Mercola
Risarcito bambino autistico in seguito a danni da vaccino trivalente (morbillo, parotite, rosolia - MPR).
Molti genitori non ci pensano due volte a sottoporre i propri figli alle vaccinazioni di routine fortemente sostenute dal sistema sanitario nazionale. Questa decisione, però, ha cambiato la vita di molti più bambini di quanto si possa immaginare.
Molti attivisti mi accusano di non battermi contro tutti i vaccini, indiscriminatamente. Personalmente ritengo che sia più importante investire del tempo per educare se stessi a valutare i benefici e i rischi potenziali di ogni vaccino e prendere decisioni consapevoli prima di vaccinarsi.
Anche se alcuni vaccini sembrano essere più sicuri di altri, è importante rendersi conto che ogni vaccinazione comporta un certo grado di rischio; questi rischi sono collegati a fattori biologici, ambientali, alla tempistica e ai tipi di vaccino somministrato. I rischi di vaccinazione possono aumentare esponenzialmente con il richiamo della vaccinazione specialmente se si ha già avuto una reazione alla precedente vaccinazione o quando vengono somministrati vaccini multipli contemporaneamente.
Ci sono vaccini che storicamente sono stati associati a maggiori effetti collaterali rispetto ad altri e la combinazione morbillo, parotite e rosolia - MPR - è uno di quelli.
Dei rischi sulla salute collegati a questo vaccino se ne parla da oltre 15 anni e, recentemente, un tribunale italiano ha riconosciuto che il vaccino MPR ha causato l'autismo in un bambino di nove anni che soffriva di infiammazione cerebrale e danni permanenti al cervello in seguito alla vaccinazione.Valentino Bocca è stato vaccinato con MPR nel 2004, all'età di 15 mesi. Secondo i suoi genitori, il cambiamento del suo comportamento è stato immediato. Quella stessa notte egli rifiutò di mangiare e ebbe diarrea. La situazione peggiorò rapidamente tanto che in pochi giorni non era più in grado di mettere un cucchiaio in bocca e passava le notti a piangere dal dolore. I genitori sospettarono immediatamente della vaccinazione ma gli fu detto che era "impossibile". Valentino è regredito progressivamente e ha ricevuto la diagnosi di autismo un anno dopo.
In ultima analisi, il Ministero della Salute italiano, ha riconosciuto l'errata diagnosi iniziale del pediatra, ammettendo che il vaccino era la causa del danno. Il tribunale di Rimini, recentemente, ha riconosciuto alla famiglia Bocca una rendita per 15 anni per un totale di €174.000 come risarcimento, oltre alle spese processuali, dichiarando che Valentino "è stato danneggiato da complicanze irreversibili a causa di vaccinazione (profilassi trivalente MPR) (copia sentenza)". Secondo un articolo pubblicato sul quotidiano britannico, The Independent, circa 100 casi analoghi sono attualmente all'esame da parte degli avvocati italiani e un maggior numero di casi può essere portato in tribunale.
Luca Ventaloro, l'avvocato della famiglia, ha dichiarato: "Questo è molto significativo per la Gran Bretagna che usa e ha usato, un vaccino MPR con gli stessi componenti di quello dato a Valentino.
È sbagliato per i governi e le autorità sanitarie esercitare una forte pressione sui genitori per far vaccinare i bambini con l'MPR, ignorando che questo vaccino può causare l'autismo e le complicazioni collegate. Il numero di casi di autismo è aumentato notevolmente a partire dal 1970 con un caso ogni 64 bambini britannici colpiti". Riporta The Independent.
Ricerche sul vaccino MPR
È praticamente impossibile leggere un articolo sul vaccino MPR senza incontrare un riferimento al gastroenterologo britannico Dr. Andrew Wakefield che nel 1998 pubblicò una ricerca sulla rivista The Lancet che suggeriva un possibile un legame tra il vaccino MPR, la malattia intestinale cronica e l'autismo. Fin dalla sua pubblicazione, l'articolo è rimasto uno degli studi più citati e ancora controversi sul tema della sicurezza dei vaccini.
Nel 1998 il dr. Wakefield ha esaminato la storia clinica di un gruppo di pazienti che avevano una serie di segni e sintomi collegati tra loro come in uno schema, un gruppo di bambini autistici con problemi gastrointestinali. Ma piuttosto che celebrare la scoperta di un problema di salute concreto, potenzialmente curabile e prevenibile che avrebbe potuto aiutare coloro che soffrono di problemi di salute simili, la scoperta di Wakefield divenne una controversia oggetto di accesi dibattiti in cui è stata messa in dubbio la reputazione personale e professionale Dr. Wakefield stesso.
Perché?
Perché la storia clinica non si è conclusa con la malattia intestinale, ma comprendeva anche i sintomi di autismo regressivo dopo aver ricevuto il vaccino MPR ...
Negli anni successivi alla sua scoperta del 1998 che collegava il vaccino MPR alla malattia infiammatoria intestinale e ai sintomi di autismo, il dr. Wakefield ha pubblicato altri 19 articoli sul vaccino-disturbo intestinale. Tutti sono stati rivisti e nessuno è stato ritirato. Tuttavia, nessuna di questi 19 documenti sono mai stati discussi dai media.
L'unico studio che continua a essere in luce è l'articolo originale Lancet del 1998. Un altro fatto interessante è che un gran numero di altri studi nel mondo ha confermato i risultati iniziali di Wakefield. Eppure non si sente mai parlare di questo!
Una soluzione semplice e poco costosa per ridurre i rischi di danni da vaccino
Il libro Gut and Psychology Syndrome della dr.ssa Campbell-McBride contiene un intero capitolo che illustra ciò che i professionisti sanitari dovrebbero fare per migliorare la strategia di vaccinazione, in quanto il protocollo di vaccinazione standard può creare danni nei bambini.
L'intero processo per identificare i bambini che sarebbero a rischio di sviluppare l'autismo in seguito a vaccino è descritto nel suo libro, ma per riassumere, nella sua pratica si inizia raccogliendo una storia completa sulla salute dei genitori e sulla loro salute intestinale.
Poi, entro i primi giorni di vita, effettuando l'analisi delle feci per valutare la qualità della flora batterica intestinale e l'esame delle urine per verificare i metaboliti possono fornire un quadro dello stato del sistema immunitario del bambino.Questi test sono disponibili nella maggior parte dei laboratori di tutto il mondo e costano circa $ 80-100 ogni test - una sciocchezza rispetto al costo incredibile per il trattamento dei bambini autistici una volta che il danno è fatto.
È assolutamente indispensabile eseguire queste analisi prima di prendere in considerazione la vaccinazione. La dr.ssa Campbell-McBride afferma che non ha ancora trovato un bambino autistico con la flora intestinale normale. Se scoprite che il vostro bambino ha la microflora intestinale anomala, o comincia a sviluppare i sintomi di autismo un anno o due più tardi, il programma GAP deve essere iniziato immediatamente, tanto più piccolo è il bambino quando si inizia il trattamento, migliori saranno i risultati.
Tratto da Coscienzeinrete Magazine
Vaccini: i dubbi restano e aumentano e aumentano
Di Simona Mezzera
La pratica vaccinale è uno “sparo nel buio”, non conosciamo ancora gli individui a cui li sommini-striamo, le loro predispo-sizioni e la loro tendenza a livello immunitario. Non sappiamo neppure quale possa essere la sinergia nell’alterare la risposta difensiva, metten-do in una stessa siringa più vaccini.
Dopo vari anni mi è tornata la voglia di parlare di vaccini. Non perché non l'abbia fatto in tutto questo periodo, anzi. Metà delle prime visite che faccio in studio ai bambini nati da poco, sono incentrate proprio su questo tema. Non ne ho però più parlato in pubblico, né organizzato dibattiti; in parte anche perché circolano più informazioni. Sono stati infatti pubblicati vari libri che quotidianamente nel mio ambulatorio, e alla visione di salute e malattia che sottende la mia scelta terapeutica. Non saranno annotazioni legate a numeri o statistiche, preferisco non addentrarmi in un campo che non ritengo così oggettivo. I dati infatti possono essere letti in modo differente secondo il punto di vista dell'osservatore oppure essere raccolti già in modo parziale.
Vorrei invece sottolineare i dubbi che ho sulla pratica vaccinale e che riguardano.1. Le comunicazioni dall’ASL
I neogenitori ricevono dall’unità sanitaria locale una lettera in cui sono elencate le varie vaccinazioni a cui devono “sottoporre” i loro figli.
Alcuni distretti la intitolano “Calendario vaccinale” altri, più correttamente, “Vaccinazioni raccomanda-te”. Generalmente non è accompagnata da altre informazioni per cui il tutto passa come qualcosa che bisogna fare senza chiedersi più di tanto il perché. Anche nel momento del vaccino non si danno informazioni o se vengono accennate, di solito sono alquanto terroristiche: “malattie mortali che sono state debellate grazie all’introduzione della pratica vaccinale, ma che sono sempre in agguato soprattutto per la presenza di extracomunitari”, aumentando così la paura dello straniero già abbastanza sentita nella nostra società. Alcuni a volte citano dati non meglio precisati e su questi invito i genitori a chiedere le fonti e a non farsi confondere da cifre dette con sicurezza. Si hanno tutti i diritti di non accettare in modo scontato le informazioni che si ricevono. In ogni caso non si spende una parola sui possibili effetti collaterali che come ogni pratica medica ha. L’informazione in Italia, e non solo, passa dalle ditte che producono i farmaci, per non parlare poi della possibilità per alcuni vaccini, come per esempio l’antifluenzale, di avere da parte del medico dei bonus economici per ogni dose somministrata.Ritornando al calendario vaccinale il bambino nel primo anno di vita come minimo riceve per tre volte l’esavalente quindi 18 stimoli antigenici. Se ci fermassimo un attimo a pensare, mai nella nostra vita, in situazioni naturali, si è sottoposti all’attacco di sei stimoli che colpiscono contemporaneamente il sistema immunitario tra l’altro attraverso una via, quella intramuscolare, che non è quella fisiologica. Usualmente la maggior parte dei microrganismi usa altre strade per arrivare nel circolo sanguigno. Entra in contatto, per prima cosa, con i tessuti linfatici o della gola o del naso o dell’intestino, dove viene riconosciuto come corpo estraneo e quindi preparato e smontato in modo tale che l’organismo possa ricevere l’antigene in una forma più proficua per la produzione di anticorpi specifici. Questi passaggi sono quelli che permettono la formazione di una immunità che, nella maggior parte dei casi, dura tutta la vita (vedi per esempio malattie quali morbillo, parotite, rosolia ecc…) e non per pochi anni come succede per l’immunità prodotta dal vaccino.
2. Il calendario vaccinale
L’altro problema riguarda il momento in cui si effettuano i vaccini. Quando nasce il bambino ha un sistema immunitario immaturo. Durante l’allattamento è protetto dal latte materno
con il suo contenuto di sostanze specifiche (immunoglobuline di tipo Ig A e Ig G) e aspecifiche che, a vari livelli, facilitano il superamento di eventuali infezioni. Questo periodo di vita è estremamente delicato sotto vari punti di vista, il bambino mette le basi per la successiva crescita e anche per lo sviluppo armonico del sistema immunitario. Interferire in questa fase può, per alcuni soggetti più esposti, alterare la risposta. Inoltre in una fase così precoce della vita si hanno maggiori difficoltà a identificare i soggetti più a rischio, quando il bambino è più grande lo si conosce maggiormente e più facilmente si possono identificare le situazioni che potrebbero portare a delle reazioni post vacciniche.3. Gli effetti collaterali
I danni da vaccino possono essere più o meno gravi e a breve, che si manifestano dopo poco tempo dalla somministrazione, o a lungo termine, con insorgenza che il più delle volte non si mette in relazione con il vaccino. I danni a breve termine possono essere poi letali o gravi (come nel caso di deficit neurologici o di importanti forme allergiche) o di media entità (come nel caso di abbassamento nei giorni successivi delle difese con una possibilità di ammalarsi, oppure possono presentarsi delle febbri improvvise senza altra sintomatologia, o alterazione temporanea del sonno e/o dell’umore). Per quanto riguarda i danni a lungo termine il discorso si fa più complesso. I vaccini infatti attivano in modo anomalo il sistema immunitario: in situazioni fisiologiche la reazione verso aggressioni esterne è modulata dai linfociti T di tipo 1 e da quelli B di tipo 2. I primi sono responsabili della risposta verso microrganismi intracellulari in quanto vanno a aggredire le cellule infette. I secondi invece si attivano nel momento in cui si è attaccati da microrganismi che si localizzano fuori dalle cellule (batteri, alcuni virus, parassiti, sostanze inquinanti) producendo anticorpi circolanti.Nel momento acuto una delle due parti prevale e l’altra resta in secondo piano per ritornare in una situazione di equilibrio nel momento di risoluzione della infezione. Se un microrganismo o parte di esso passa direttamente nel sangue o se siamo di fronte a un sistema immunitario immaturo si può determinare una attivazione cronica di una delle due parti con conseguenze diverse secondo la persistenza della risposta dei linfociti T o B. Per esempio i vaccini a virus attenuati, quindi non uccisi come possono essere quelli contro il morbillo, la rosolia, la parotite, l’influenza e la varicella, stimolano la risposta linfocitaria T di tipo 1. Se, come dicevo prima, questa diventasse eccessiva o cronica si potrebbero sviluppare nel tempo malattie autoimmuni o degenerative. Mentre nel caso di vaccini formati da tossine o da virus uccisi o da frazioni microbiche, la stimolazione eccessiva dei linfociti di tipo B può portare allo sviluppo di malattie di tipo allergico. Infatti fra le varie immunoglobuline prodotte da questi linfociti, possono aumentare in modo importante le Ig E responsabili della ipersensibilità.
Inoltre è difficile prevedere la reazione legata al mix di vaccini, infatti in genere non vengono effettuati da soli ma mischiati, rendendo ancora più difficile capire la reattività dell’organismo. Come dice bene il titolo di un libro che si occupa della relazione fra vaccini e autismo, la pratica vaccinale è uno “sparo nel buio”, non conosciamo ancora gli individui a cui li somministriamo, le loro predisposizioni e la loro tendenza a livello immunitario. Non sappiamo neppure quale possa esserne la sinergia nell’alterare la risposta difensiva mettendo in una stessa siringa più vaccini.4. Gli eccipienti
Oltre ai principi attivi sono contenuti nei vaccini altre sostan-ze quali l’idrossido di alluminio, la formaldeide e tracce antibiotiche. La funzione di queste sostanze è da una parte quella legata al bisogno di disinfettare la soluzione (vedi formaldeide e antibiotico) e dall’altra alla necessità di sostanze irritanti locali con la funzione di stimolare e aumentare la risposta immunitaria, come nel caso dell’alluminio, sulla cui tossicità oggi si sa parecchio soprattutto per quanto riguarda gli effetti sul tessuto cerebrale. Ci sarebbe poi da dire molto sugli effetti dei metalli pesanti nel nostro organismo, come anche sul fatto che ciascun individuo può reagire in modo differente allo stesso quantitativo. Per esempio si è visto che il deposito nei tessuti aumenta in carenza di zinco, magnesio, ferro e silicio, come anche che la maggiore o minore permeabilità della barriera encefalica è in relazione con le concentrazioni nel cervello. Anche in questo caso stiamo da una parte ragionando come se tutti gli organismi avessero la stessa capacità di assorbire o eliminare i metalli e come se il quantitativo presente in un singolo vaccino fosse al di sotto del livello di tossicità per un neonato. La dose tossica è stata infatti quantificata per un adulto di circa 70kg! Inoltre nel primo anno di vita il bambino riceve almeno 4 o 5 iniezioni in cui è presente l’idrossido di alluminio.
La formaldeide invece viene citata in quantità non superiore a 0,001 mg, è indicata nei testi come potenziale cancerogeno e mutageno oltre a non conoscere l’impatto che questa può avere se iniettata in un bambino di tre mesi di vita. Non parlerò di mercurio perché da qualche anno è stato eliminato dalla composizione dei vaccini, dicendo solo ora che è una sostanza tossica quando fino a non molti anni fa si parlava della presenza nei vaccini di una dose insignificante al di sotto dei livelli tossici (sempre considerando il solito adulto di 70 Kg).5. La falsa prevenzione
Quando si parla di vaccini si parla di prevenzione, francamente questa è un’altra cosa, la prevenzione è quella che va a fortificare l’organismo in modo che sia in grado di reagire da solo. Il bambino deve sviluppare la capacità di allertarsi e produrre anticorpi adeguati per reagire alle malattie infettive e perché questo avvenga c’è bisogno a volte di ammalarsi. Alcuni studi hanno anche dimostrato una verità già visibile all’occhio clinico attento, che le malattie infettive dell’infanzia hanno la capacità di stimolare in modo fisiologico l’apparato immunitario così da renderlo più forte anche nell’età adulta preservandolo da malattie degenerative, allergiche e autoimmuni. La prevenzione prevede anche un ritmo di vita adeguato all’età del bambino, una gravidanza non medicalizzata, un allattamento materno o l’uso di latte artificiale possibilmente biologico, uno svezzamento lento con l’introduzione del glutine dopo il nono mese, di una sostanza alla volta e di prodotti senza conservanti, coloranti, pesticidi, con verdura e frutta di stagione. Anche l’uso il più possibile limitato di farmaci soprattutto di antibiotici, cortisone e vaccini aiuta a formare le proprie difese in modo più attivo. In ambulatorio vedo bambini vaccinati e altri no o che sono stati vaccinati parzialmente. Inutile dire che percentualmente i bambini ipervaccinati si ammalano di più, fanno fatica a uscire da ripetizioni della stessa patologia: bronchiti, tonsilliti o otiti, oppure soffrono più spesso di forme allergiche. I bambini invece poco e per nulla vaccinati hanno più risorse a volte possono anche ammalarsi, ma risolvono più velocemente e in genere non ripetono la stessa patologia.6. La terapia
Se invece le vaccinazioni sono già state fatte e si è avuta qualche reazione più o meno grave c’è la possibilità di intervenire con rimedi omeopatici scelti in relazione alla sintomatologia e alla costituzione del bambino. Inoltre alcuni medici affiancano una terapia omeopatica con consigli dietetici e prodotti per allontanare i metalli pesanti qualora questa possa essere una concausa nella manifestazione dei sintomi.7. Il tetano
Per finire volevo accennare qualcosa sulla vaccinazione antitetanica perché può essere una di quelle che i genitori possono scegliere di fare oltre a essere uno dei vaccini che esiste in commercio in forma singola. Non c’è qui lo spazio per parlare di ogni vaccino e della sintomatologia delle varie malattie, quello che si può dire è che mentre le vaccinazioni storiche antidifterite e antipolio che si continuano a fare sono contro malattie che ormai sono scomparse e, soprattutto per quanto riguarda la polio, non facilmente trasmissibili da noi. Da quando è stata costruita una valida rete fognaria infatti sono diminuite anche altre malattie a trasmissione oro-fecale (feci-catena alimentare) come il tifo, il colera e l’epatite A che non sono mai state considerate come possibili malattie per cui effettuare una vaccinazione di massa. Inoltre sempre nell’esavalente c’è l’antiepatite B della quale non si capisce l’utilità visto la trasmissione poco facile in un bambino (sessuale o tramite sangue) e visto la diminuzione di nuovi casi anche grazie all’uso di sterilizzatrici più appropriate e di strumenti usa e getta. C’è anche l’Hemophilus influentiae che fa parte di quella campagna antimeningite che comprende le vaccinazioni antimeningococco e antipneumococco che si effettuano sempre nel primo anno e mezzo di vita. Il discorso su queste vaccinazioni è lungo, lo posso sintetizzare dicendo che i casi di meningite, da quando sono stati introdotti i vaccini, sono rimasti numericamente gli stessi perché i microrganismi che causano la meningite sono vari per cui possono diminuire quelle causate da un certo agente infettivo, si fanno però spazio nuovi microrganismi che magari prima rimanevano più sullo sfondo. Insomma in natura i vuoti sono poco apprezzati e quando si formano c’è un nuovo virus o battere che li va a occupare.Per tornare al tetano questa è un’infezione che può avvenire quando un bambino, di solito più grandicello di tre mesi, si fa una ferita profonda in cui resti del terriccio contaminato da feci di cavallo o di mucca (erbivori a lungo intestino). Il bacillo del tetano tende a crescere in assenza di ossigeno e quindi in ferite non pulite in profondità o che vengono subito chiuse da cerotti; produce la tossina che causa la sintomatologia tetanica per interessamento delle radici nervose. La prima cosa da fare quindi in caso di una ferita a rischio è quella di lavarla bene per pulirla il più possibile, di non medicarla subito con cerotti e di disinfettarla con acqua ossigenata (per il suo contenuto di ossigeno) o con tintura madre di iperico sciolta in pari quantità di acqua.
Alcuni genitori però vanno in ansia sul fatto di non vaccinare il loro figlio contro il tetano, in questo caso vale la pena di farla, ma con dei tempi più tranquilli rispetto a quelli indicati nel “Calendario Vaccinale”. Intanto prima dell’anno non ha tanto senso vaccinare il bambino in quanto ancora non è in grado di muoversi, poi sarebbe consigliabile fare la seconda dose fra i 9 e i 12 mesi dopo la prima e così la terza in modo da dare all’organismo il tempo di smaltire i vari eccipienti del vaccino che come nel caso di alluminio possono accumularsi.Per chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento ci sono alcuni libri di più o meno facile lettura:
Roberto Gava, Le vaccinazioni pediatriche, Ed. Salus Infirmorum, 2006;
Eugenio Serravalle, Bambini super vaccinati, Ed. Il leone verde, 2009;
C. Benatti, F. Ambrosi, C. Rosa, Vaccinazioni fra scienza e propaganda, Ed. Il leone verde, 2006Verso il superamento dell’obbligo vaccinale dell’obbligo vaccinale
Di Barbara Felleca, avvocato
Sono le singole Regioni che, forti della devoluzione delle competenze in materia sanitarie attribuite loro con Legge 3/2001, stanno contribuendo alla nascita di un sistema basato sulla volontaria adesione alla pratica vaccinale, riconoscendo il diritto del genitore all’autodeterminazione consapevole.
Le vaccinazioni nella prima infanzia costituiscono, ancora oggi, l'unico trattamento sanitario universale per tutti i nuovi nati, limitatamente a 4 delle 13 vaccinazioni offerte dal Servizio sanitario nazionale: e cioè quella contro la difterite (L. 891/1939), contro la poliomielite (L. 51/1966), contro il tetano (L. 292/1963) e infine quella contro l'epatite B (L. 165/1991).
Ministero della Salute, Regioni ed Asl raccomandano ed offrono gratuitamente ulteriori 9 vaccinazioni (pertosse, Hemophilus influenzae, morbillo, rosolia, parotite, meningococco C, pneumo-cocco, influenza e -recentissimo- papillomavirus), non obbligatorie e dunque in tutta Italia sempre rifiutabili.La legge impositiva dell'obbligo vaccinale trova storicamente la sua ragion d'essere nella necessità di tutelare la salute pubblica dal diffondersi di malattie endemiche e pericolose (ram-mento che la prima vaccinazione di massa imposta per legge fu l'antivaiolosa alla fine dell'Ottocento); giuridicamente, l'obbligo si fonda sull'articolo 32 della Costituzione italiana, che tutela il diritto alla salute del cittadino come interesse della collettività, a fronte del qualeappare giustificabile anche la compressione dell’autode-terminazione del singolo (Corte Costituzionale, sentenza n. 307/1990; Cassazione civile, sent. 11226 del 18.07.2003).
Ma l’attuale situazione epidemiologica italiana, come fotografata dallo stesso Ministero della Salute nel Piano Nazio-nale Prevenzione Vaccinale 2012–2014, è ben diversa da quella del secolo scorso, poiché le infezioni per le quali sussiste l’obbligo vaccinale sono oggi “… pressochè eliminate (Difterite, Poliomelite) o ridotte ad un’incidenza molto bassa (Tetano, Epatite B, Haemophilus Infuentae tipo b)”.Lecito chiedersi, allora, perché la Repubblica Italiana, che nel 1977 sospese la vaccinazione antivaiolosa per poi abolirla definitivamente nel 1981, di fronte alla scomparsa della malattia, non faccia altrettanto per difterite e poliomelite, che rappresentano, ancora oggi due delle quattro vaccinazioni obbligatorie per i nuovi nati.
E, ancora in relazione all’articolo 32 della Costituzione occorrerà valutare se davvero è necessario mantenere l’obbligatorietà della vaccinazione antitetanica, visto che la scienza medica ha chiarito che il tetano non è una malattia trasmissibile e diffusiva, e dunque pericolosa per la collettività.
E chi non ricorda la Tangentopoli dei farmaci degli anni 1982-1992, che ha portato alla condanna in via definitiva dell’allora Ministro della Sanità De Lorenzo per i reati di corruzione e concussione per avere percepito «somme da numerose case farmaceutiche, producendo un danno erariale derivato dalla ingiustificata lievitazione della complessiva spesa farmaceutica, determinata dalla violazione degli obblighi di servizio a ciascuno riferibili e da illecite interferenze nei procedimenti amministrativi di determinazione e revisione dei prezzi dei farmaci in sede Cip e della loro registrazione e/o classificazione nel prontuario terapeutico».La sopravvivenza della Legge 165/1991 e del relativo obbligo vaccinale (epatite B) non è però mai stata messa in discussione, nonostante la Magistratura (Corte di Cassazione penale, Corte dei Conti e Cassazione a Sezioni Unite) abbia condannato l’ex Ministro non solo per i reati ascrittigli, ma anche a risarcire allo Stato oltre 5 milioni di euro …. (Cassazione SS.UU. 5756/2012).
La valutazione delle quattro vaccinazioni ancora oggi obbligatorie per la Repubblica Italiana, in relazione all’articolo 32 della Costituzione, ci fanno apparire immediatamente evidente come le stesse rappresentino oggi un anacronistico strumento di intervento sulla salute del singolo individuo, pure in assenza di reali rischi per la salute pubblica.
Inoltre, non può tacersi che la Repubblica Italiana ha pure implicitamente riconosciuto la potenziale dannosità delle quattro vaccinazioni obbligatorie, tanto da prevedere con Legge 210 del 25.02.1992 una specifica tutela risarcitoria a beneficio di coloro che abbiano subìto lesioni permanenti a causa delle vaccinazioni obbligatorie; benchè tale argomento meriterebbe una più completa trattazione, non posso non menzionare la recentissima sentenza n. 107/2012 con la quale la Corte Costituzionale, intervenendo a colmare un ingiustificabile vuoto normativo, ha esteso la tutela risarcitoria prevista dalla Legge 210/1992 anche a beneficio di quanti sono stati lesi da vaccinazioni raccomandate.Se, dunque, la Repubblica Italiana mantiene fermo e non derogabile (Cassaz. Civ. sent. 13346 del 1.06.2010) l’obbligo vaccinale nonostante, si direbbe, l’art. 32 Cost., è ben vero che si tratta di un obbligo che lo stesso Legislatore nazionale ha mitigato anche in relazione alle sanzioni per la sua inottemperanza, rendendo in tal modo, se possibile, il sistema ancora più anacronistico.
Infatti le vaccinazioni non sono coercibili (Decreto Legge 6.05.1994 n. 273, art. 9), e all’indomani del D.P.R. 355 del 26.01.1999 che ha abolito l’odiosa sanzione indiretta dell’esclusione dalla scuola dell’obbligo e dalle altre comunità dei bambini non vaccinati, resta a carico del genitore inadempiente all’obbligo, la mera ammenda pecuniaria (depenalizzata in base alla l. 689/1981, art. 32), oltre alla responsabilità per gli eventuali effetti dannosi subiti dai minori per la mancata vaccinazione (art. 9, comma 3, D.L. 273/1994).
E’ comunque astrattamente possibile, mediante il ricorso agli articoli 333 e 336 del Codice Civile, l’imposizione coattiva della vaccinazione sul minore; ma un tale intervento da parte dell’Autorità Giudiziaria può giustificarsi solo in presenza di comportamenti negligenti e gravi del genitore che denotino complessivamente l’inadeguatezza a svolgere la sua funzione, e tale non è, di per sé sola, l’inottemperanza all’obbligo vaccinale (da ultima, Corte Appello Napoli 13.04.2011).Invero, siamo molto lontani dalla coercizione all’obbligo, anche perché gli stessi Giudici minorili applicano e solo in casi limitatissimi la sanzione pecuniaria, contribuendo così anche la giurisprudenza alla evoluzione coerente del sistema nella direzione dell’auspicabile superamento dell’obbligo vaccinale, che in questi ultimi anni viene scardinato grazie, principalmente, alle politiche sanitarie regionali.
In effetti sono le singole Regioni che, forti della devoluzione delle competenze in materia sanitarie attribuite loro con Legge 3/2001, stanno contribuendo alla nascita di un sistema basato sulla volontaria adesione alla pratica vaccinale, riconoscendo il diritto del genitore all’autodeterminazione consapevole; in taluni casi (Veneto) l’obbligo vaccinale è stato addirittura sospeso per i nuovi nati (L.R. Veneto 7/2007).
La Regione Toscana, che pure lo ha mantenuto, con delibera G.R.T. n. 369 del 22.06.2006, ha riconosciuto la piena legittimità dell’obiezione all’obbligo vaccinale del genitore, regolamentando la procedura del dissenso informato (Allegato “A” alla delibera G.R.T. 369/2006).In Toscana, infatti, i genitori hanno l’ineliminabile diritto di rifiutare la vaccinazione, anche per motivi di convincimento personale, e non è loro richiesto di fornire le ragioni sottese alla scelta del dissenso.
Mi limito a segnalare l’opportunità, da parte dei genitori che intendono rifiutare le vaccinazioni obbligatorie per convincimento personale, di rispondere a mezzo posta una volta raggiunti dalla missiva di “sollecitazione” da parte della Asl: in questo modo, si eviteranno possibili visite domiciliari.
In capo al pediatra o al medico di famiglia gravano precisi obblighi di informazione sui rischi a cui il bambino non vaccinato può andare incontro; mi domando quali argomentazioni potrebbe il pediatra portare all’attenzione del genitore obiettore, se è lo stesso Ministero della Salute ad avere dichiarato la quasi totale scomparsa delle infezioni per le quali vi è obbligo vaccinale...
In ogni caso, i medici dovrebbero disporre di tutte le conoscenze necessarie per mettere in grado i genitori di valutare e scegliere, tenendo sempre a mente i contenuti dei documenti internazionali sui diritti inviolabili della persona (dal Codice di Norimberga alla dichiarazione di Helsinki, fino alla più recente Convenzione europea di Oviedo 4 aprile 1997 sui diritti dell’uomo e la biomedicina, ratificata in Italia con Legge n. 145 il 28 marzo 2001), così come il fondamentale art. 32 della Costituzione italiana e l’art. 30 del Codice di deontologia medica.I genitori, almeno in Toscana, devono essere posti in condizione di esercitare il sacro diritto all’autodeterminazione consapevole, e manifestare liberamente il dissenso.
Il medico, di fronte al rifiuto del genitore al trattamento, deve “limitarsi” a raccogliere la firma del dissenziente su apposito modulo prestampato, e successivamente trasmetterlo alle Autorità sanitarie, al Sindaco ed al Tribunale dei Minori.Al raggiungimento della maggiore età del figlio, questo sarà ricontattato dalla Asl per verificarne il consenso alla vaccinazione.
Sempre che i tempi non diventino maturi per l’abolizione, in tutte le Regioni italiane, dell’obbligo vaccinale, che rappresenta il punto di arrivo imprescindibile per un sistema sanitario che individua nell’espressione consapevole del consenso la piena legittimazione degli atti medici. -
Efficacia della 30° potenza Ch omeopatica
Efficacia della 30° potenza CH omeopatica dinamizzata comparata con la 30° CH non dinamizzata in pazienti portatori di disturbi cronici
La presente ricerca evidenzia il significato di una prescrizione da una semplice raccolta di sintomi. Classificati i casi clinici in due gruppi: uno trattato con potenze omeopatiche alla 30° CH potenziate e l'altro gruppo sempre con 30°CH non potenziate. Valutato così l'effetto omeopatico e l'efficacia del trattamento.
I risultati della nostra ricerca rivelano che l'efficacia del trattamento è pressochè la stessa nei due gruppi osservati (uno trattato con potenze omeopatiche alla 30° CH potenziate e l'altro gruppo sempre con 30°CH non potenziate). Abbiamo inoltre trovato che la prima fase del trattamento della durata di due anni ha evidenziato una maggiore efficacia del trattamento rispetto alla seconda fase.
L'esperienza di un'allieva
Diario di viaggio nel parmigiano
Le Colline del Parmigiano Reggiano. Diario di Viaggio di Angelica Crisci
In seguito alla giornata omeopatica che abbiamo svolto come Scuola a Neviano degli Arduini (PR) da Massimo Bertani con medici e veterinari, Angelica Crisci, un'allieva della Scuola di Omeopatia Mario Garlasco, ha scritto un'interessante riflessione.
La giornata è stata feconda sia per la convergenza uomo-animali, che medici-veterinari e per aver fatto toccare con mani e piedi (letteralmente) le difficoltà pratiche del veterinario oltre che gli ostacoli alla salute che devono subire gli animali e che noi ci sforziamo di illustrare durante i corsi di omeopatia (e non solo).
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Comitato per la cooperazione decentrata del Comune di Viareggio
Progetto di sostegno allo sviluppo della medicina naturale e omeopatica a Cuba.
Bilancio delle attività dal 1995 al 2000
Da alcuni anni viene sviluppato a Cuba un progetto di sostegno alle medicine non convenzionali e in particolare alla medicina omeopatica al quale hanno contribuito, nelle diverse tappe, più attori dell'ambito sanitario e sociale. Il progetto ha avuto uno schema ideale di implementazione nella modalità della cooperazione decentrata. I risultati ottenuti dal punto di vista clinico e della relazione costi-beneficio non sono ancora stati quantificati se non per aree parziali di intervento, ma i parziali dati preliminari disponibili consentono di affermare che l'interscambio e la cooperazione rappresentano uno strumento fondamentale anche per l'avanzamento delle politiche sanitarie e per il miglioramento della salute della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Poiché il progetto si è articolato per varie fasi ed è tuttora in corso, ci è sembrato opportuno ripercorrerne quelle più significative, facendole precedere da una breve descrizione del funzionamento del sistema sanitario nazionale nell'isola caraibica.
Il modello sanitario cubano
A Cuba, come nella maggior parte dei paesi del Terzo Mondo, alla fine degli anni Cinquanta la situazione sanitaria del paese era caotica. La denutrizione era diffusa soprattutto nelle aree rurali e proliferavano le tipiche patologie del sottosviluppo come diarrea, tubercolosi e malaria. Già nei primi anni Sessanta, dopo la rivoluzione del 1959, si crearono i primi servizi medici sociali per offrire assistenza medica agli abitanti dei villaggi più sperduti fino ad allora esclusi, si istituirono 26 ospedali rurali e diversi ospedali urbani, furono nazionalizzate le farmacie e si stabilì la gratuità del servizio medico.
Nel 1964 iniziò la strutturazione in tutto il paese di una fitta rete assistenziale diretta dal Ministero di Salute Pubblica intorno ad unità subordinate formate poliambulatori e ospedali. Risalgono a quegli anni i programmi di vaccinazione di massa e la lotta contro le malattie endemiche, che determinarono un visibile miglioramento delle condizioni di salute della popolazione. Nel 1965 la medicina cominciò ad assumere un carattere innanzitutto preventivo e nel 1968 i poliambulatori cominciarono a raggruppare la popolazione in settori. Queste divisioni settoriali consentirono un intervento sanitario diretto sul territorio. Sempre in quegli anni vennero messi in atto importanti programmi per migliorare lo stato della salute pubblica e i risultati non si fecero attendere. Un indicatore fra gli altri: negli anni Settanta la mortalità infantile si era dimezzata rispetto alle percentuali del decennio precedente. Nel 1974 venne istituito un modello superiore di assistenza che si estese a tutto il paese nel 1977, mentre la realizzazione di Facoltà di Medicina in tutte le provincie consentì di ridurre a meno dell'uno per cento le cause di morte per malattie infettive e contagiose. Nel 1984 prese l'avvio nei quartieri delle città la pianificazione del programma di assistenza medica della famiglia attraverso i medici di base (medicos de la familia), che si estese a tutto il paese, permettendo di fornire alla popolazione un'assistenza sanitaria di base capillare e immediata, con un rapporto medico/numero di pazienti particolarmente significativo per una realtà di paese del Terzo Mondo (1 medico ogni 200 abitanti).
Tuttavia alla fine degli anni Ottanta, con la scomparsa del blocco socialista e l'inasprimento del blocco economico statunitense, la situazione è diventata particolarmente difficile. Il repentino e massiccio deterioramento dell'economia del paese non poteva non riflettersi anche sulla sanità, nonostante la volontà dichiarata e realizzata di non chiudere nessun ospedale e nessun ambulatorio pubblico. I medici si trovarono ad operare in condizioni molto precarie, in assenza di medicinali, strumenti e pezzi di ricambio.
La riscoperta dell'omeopatia
In coincidenza con l'avvio del cosiddetto "periodo speciale" cominciò ad avvertirsi nel paese sempre di più l'esigenza di ampliare e diversificare la gamma delle terapie disponibili. Si manifestò l'interesse a riscoprire tradizioni autoctone di medicina popolare e ad approfondire la conoscenza delle medicine non convenzionali fino a quel momento poco sviluppate. Il Ministero della Sanità adottò una politica sanitaria molto più flessibile ed aperta ed istituì ambulatori di "medicine alternative" (soprattutto agopuntura) nei presidi sanitari territoriali delle principali città del paese. In campo omeopatico cominciarono a muoversi i primi passi per la formazione di medici, farmacisti e veterinari attraverso l'istituzione di relazioni con diverse scuole omeopatiche americane ed europee. Nel 1992 il Ministero della Sanità decise di inserire l'omeopatia nel programma delle cosiddette "terapie non convenzionali" e nello stesso anno l'Assemblea provinciale del Poder Popular de L'Habana promosse il primo corso per medici e farmacisti.
Nell'estate del 1994, con la collaborazione della vicepresidenza italiana della Liga, la totalità dei medici aderenti al gruppo "Dott. Antiga" si è iscritta alla L. H. M. I., mentre alla fine dello stesso anno si è svolta la prima Assemblea nazionale dei medici omeopatici.
Prime forme di cooperazione
Nell'estate del 1994 è stato definito un progetto di collaborazione fra la Facoltà di Farmacia di Santiago di Cuba e l'Associazione omeopatica "Homoeopathia Europea" con l'obiettivo di realizzare "lo sviluppo della medicina omeopatica a Cuba come alternativa terapeutica che consenta un utilizzo razionale delle risorse nazionali disponibili nella pratica terapeutica di base", sostenere la formazione di un gruppo locale di operatori medici, odontoiatri, veterinari e farmacisti in omeopatia, la creazione di un ambulatorio omeopatico e di un laboratorio farmaceutico in grado di riprodurre i farmaci necessari al fabbisogno locale. L'attività è stata svolta durante il 1995 dalle associazioni Lycopodium di Homoeopathia Europea e Raphael di San Giuliano Terme, con il sostegno delle associazioni del Comitato locale per la Cooperazione Decentrata e l'appoggio dell'Amministrazione comunale di Viareggio nella fase di attività clinica vera e propria.
Nell'anno successivo è stato strutturato un progetto di cooperazione decentrata del Comune di Viareggio, sviluppatosi nel corso del 1996 nella provincia di Guantanamo con il cofinanziamento e l'integrazione del progetto nel programma di emergenza per il risanamento idrico promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Un nuovo progetto analogo al precedente è stato approvato nell'aprile del 1997 dalla Regione Toscana e cofinanziato dal Comune di Viareggio che ha portato all'apertura nel maggio del 1998 di un ambulatorio di medicina naturale e omeopatica presso l'Hospital Clinico Quirurgico 10 de Octubre del quartiere Cerro di La Habana.E' stato acquistato un computer multimediale e relativa stampante, presso un' impresa cubana pubblica che vende solo a istituzioni e non a privati, e il software Radar + CHIP che consente un grande miglioramento quantitativo e qualitativo delle prescrizioni, così come ampiamente documentate dalle esperienze precedenti.
La Direzione dell'Hospital X Octubre aveva messo a disposizione, come concordato nel progetto, i locali e il personale medico e farmaceutico abilitato che a partire già dal mese di dicembre. L'ambulatorio funziona 3-4 giorni alla settimana per pazienti interni all'ospedale e per i pazienti esterni, un bacino di utenza di più di 100.000 persone.
In questi anni le medicine non convenzionali si sono sviluppate a una velocità imprevedibile e sono state riconosciute dal Ministero della Sanità come uno strumento prioritario delle politiche sanitarie promosse nel paese ed inserite nell'assistenza primaria fornita alla popolazione.
È stata realizzata un'intensa attività di formazione del personale medico e sanitario. Nel febbraio del 1996 è stato organizzato il primo seminario multigruppo di medicina omeopatica a Cuba al quale hanno partecipato medici, farmacisti e veterinari provenienti da 8 delle 14 province dell'isola e si è realizzato il primo gruppo di formazione veterinaria presso la sede del Consejo Veterinario Nazionale.
Questo programma di iniziative ha avuto diramazioni anche in Italia dove il Comune di Viareggio, unitamente all'OPS/OMS, ha collaborato al finanziamento con le modalità di cooperazione decentrata dell'attività svolta a Santiago e Guantanamo. Nel novembre 1996 si tengono in contemporanea tre seminari a Guantanamo, a Santiago e all'Avana (di veterinaria) e viene convocato all'Avana il Congresso di medicina naturale e bioenergetica. La Regione Toscana e il comune di Viareggio hanno approvato, nel quadro delle attività del PDHL, per il 1998/99 un nuovo progetto con le modalità dei precedenti localizzato nella provincia di Pinar del Rio con la realizzazione di un seminario multigruppo a carattere nazionale tenutosi nel novembre 1998. Alla realizzazione del seminario hanno collaborato il PNUD, l'UNOPS, la cooperazione italiana a Cuba e la SIVTRO, Sezione Italiana di "Veterinari senza frontiere". L'iniziativa ha avuto il patrocinio dell'ambasciata italiana a Cuba. Alla cerimonia di inaugurazione infatti hanno presenziato l'Ambasciatore di Italia a Cuba e il coordinatore del Programma di sviluppo umano locale (PDHL).
Al corso hanno partecipato circa 80 medici e veterinari provenienti dalla diverse province del paese. In occasione della missione sono stati consegnati diversi materiali previsti dal progetto, in primo luogo alcune centinaia di testi omeopatici. A partire dal mese di maggio sono stati inviati a Cuba i materiali destinati all'allestimento del laboratorio farmaceutico.
Il sostegno al Centro de Medicina Natural y Tradicional (CMNT) di Avana Vieja nel quadro del PDHL Cuba
Con l'adesione del Comune di Viareggio e di altri comuni toscani al Programma multilaterale di sviluppo umano locale (PDHL) promosso dalle Nazioni Unite con fondi del Ministero italiano degli Affari Esteri (MAE) si stanno in questo momento promuovendo a Cuba e in particolare nelle province di Granma e Pinar del Rio e nella municipalità di Avana Vieja decine di progetti cofinanziati da enti locali e associazioni della società civile nel quadro della cooperazione decentrata prevista dal programma stesso.
Tra i diversi progetti approvati e in fase di realizzazione è significativa la presenza del progetto di ristrutturazione e potenziamento del Centro di Medicina naturale e Tradizionale del quartiere di Belen a l'Avana Vecchia.
Il progetto si pone l'obiettivo di sviluppare le terapie tradizionali e naturali, in particolare omeopatia e medicina tradizionale cinese, già a disposizione della popolazione del quartiere, attraverso la fornitura di materiale informatico hardware e software, di una farmacoteca omeopatica, dei testi base per gli operatori e per la biblioteca del centro, di creare un laboratorio di medicina omeopatica, di formare gli operatori sanitari e i medici a livello comunale e provinciale, di promuovere lo scambio di conoscenze scientifiche su scala internazionale e di sviluppare iniziative che garantiscano la sostenibilità economica del poliambulatorio (vedi tabella allegata).
Infatti, oltre alle attività principali previste per il miglioramento delle attrezzature del centro e il coordinamento delle attività con la Sala Polivalente Comunitaria del quartiere San Isidro, sono state previste l'organizzazione di un servizio de medicina naturale per i turisti e stranieri residenti che ne richiedessero le prestazioni, una possibilità di scambio studentasco e lo studio della produzione cubana di prodotti naturali che potrebbero interessare anche il mercato estero.
La prima iniziativa di questo progetto è la realizzazione a luglio 2000 di un Seminario Nazionale di Clinica Omeopatica, promosso dalla Ong CISP di Roma con fondi dell'Unione Europea, e la Sociedad Cubana de Medicina Tradicional y Bioenergetica, con la collaborazione del PDHL e il CMNT di Avana Vecchia. Il seminario è stato aperto da una tavola rotonda svoltasi nella sede del recentemente restaurato emiciclo del governo di Avana vecchia, a cui hanno partecipato oltre ai rappresentanti delle istituzioni organizzatrici dell'evento, il rappresentante delle Nazioni Unite, dell'OMS di Cuba, della Direzione Nazionale di MNT, dei rappresentanti della Municipalità.
Al corso hanno preso parte 45 medici provenienti dalle 12 province cubane che hanno sviluppato un'attività omeopatica nel corso di questi ultimi anni: la provincia di La Habana oltre che la Ciudad, che conta sul maggior numero (circa 300) di medici e odontoiatri omeopati diplomati, oltre a molti veterinari e farmacisti, Pinar del Rio, Camaguey, Guantanamo, Cienfuegos, Santiago, Granma, Matanzas, Sancti Espiritu, Villa Clara, Santiago, Holguin.
Una rete di relazioni
Numerose sono state le iniziative di informazione ai cittadini promosse e realizzate dalle associazioni che sostengono il progetto, riprese anche da radio e televisioni locali. In particolare una relazione sul progetto è stata presentata nel corso del convegno indetto dalla Regione Toscana "Le medicine non convenzionali. La realtà europea, la situazione e le prospettive in Toscana", tenutosi a Firenze il 4/11/1997, mentre nel febbraio 1998 una delegazione cubana (composta dai dottori Acosta e Zuniga) ha partecipato a Milano al congresso "Medicina Naturale a convegno" promosso dalla rivista Medicina Naturale. In precedenza era stata consentita la partecipazione di medici cubani al congresso della L.M.H.I. di Capri (1996) grazie allo sforzo di solidarietà prodotto dalle associazioni.
Alle attività rivolte al pubblico e alla società civile bisogna aggiunto un lavoro di coordinamento e relazioni con le associazioni interessate ai progetti di cooperazione. In particolare l'ufficio romano dell'UNOPS e l'Unità Tecnica Centrale del Ministero degli Affari Esteri, l'organizzazione "Noi Medici per Cuba", l'Ufficio Internazionale dell'ARCI, la direzione nazionale di Italia-Cuba, le ONG interessate a progetti sullo sviluppo della medicina naturale nei paesi in via di sviluppo (CISP,GVC, Cospe), nonché autorità locali ed enti cubani e la OPS/OMS di Cuba.
Le attività svolte in Italia e in particolare nell'ambito toscano sono state duplici. In primo luogo si sono susseguiti numerosi incontri a livello locale per l'integrazione dell'attività del progetto nel quadro del PDHL, a cui sia il Comune di Viareggio che la Regione Toscana hanno aderito.
Nello stesso tempo sono state organizzate missioni a Cuba, attività di gemellaggio (con la Municipalità di Habana Vieja) e viaggi in Italia di specialisti cubani, ultimo quello di René Guarnaluse, responsabile dell'Unità Operativa di MNT dell'Hospital X de Octubre, sede dell'intervento di cooperazione decentrata 1997/98.
Infine una relazione sulle attività quadriennali realizzate con la collaborazione della Regione Toscana e del Comune di Viareggio e sull'integrazione delle MNC nel Sistema Sanitario in Italia e in particolare in Toscana è stata presentata al II Congresso Cubano di Omeopatia tenutosi all'Avana dal 19 al 23 Luglio 1999.
Alcuni risultati
Per dare un idea dell'impatto che queste attività hanno avuto sulla realtà sanitaria cubana è possibile fare riferimento ai dati relativi alla provincia di Santiago. In una situazione in cui nulla di omepatico esisteva prima dell'intervento di cooperazione, a parte l'interesse di alcuni operatori, dal dicembre 1995 fino al marzo 1997 il gruppo Jatropha curcas ha trattato omeopaticamente 7.025 pazienti, in maggioranza negli ambulatori di odontoiatria per patologie acute del cavo orale, ma anche in medicina generale per asma bronchiale e patologie del SNC, in ambulatorio di fisiatria e riabilitazione e per affezioni acute. Alla fine del 1996 esistevano 11 ambulatori di medicina naturale e omeopatica, 15 medici addestrati alla pratica clinica e 12 veterinari in 5 cliniche veterinarie. Contemporaneamente è stata sviluppata una intensa attività di ricerca clinica e farmacologica.
Nel novembre 1997, in occasione del I° Congresso nazionale di Omeopatia, si stimava che fossero state effettuate a Santiago almeno 22000 visite omeopatiche.
Nell'agosto 1999 erano operativi ambulatori omeopatici per il trattamento di malattie croniche in diversi ospedali (Hospital Infantil Norte, Hospital Infantil Sur, Hospital Provincial clinico-quirurgico de Santiago, Policlinico 30 de Noviembre, Policlinico Finlay, Hogar de impedidos fisicos y mentales), 6 ambulatori odontoiatrici omeopatici nonché ambulatori per il trattamento delle patologie acute e d'emergenza (traumi, asma, infezioni acute respiratorie, urinarie, ecc.) presso 10 poliambulatori.
Per quanto riguarda l'attività didattica dal gennaio al giugno del 1999 sono stati impartiti corsi di formazione di base in omeopatia prevalentemente per il trattamento delle affezioni acute mediche e odontoiatriche a 218 medici e odontoiatri; è stato svolto un corso di specializzazione in omeopatia in collaborazione con l'Istituto Superiore di Scienza Medica (I.S.C.M.) e redatto, a partire dal repertorio di J.T.Kent, un " Repertorio pediatrico" in lingua spagnola, distribuito agli operatori interessati. È stato impartito un corso di omeopatia all'interno di un "Master di Medicina Naturale e Tradizionale " organizzato per la prima volta dall'Istituto Superiore di Scienza Medica (I.S.C.M.)
La ricerca clinica e di base, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Scienza Medica, ha condotto alla realizzazione di diversi studi, di medicina umana (trattamento omeopatico dell'asma bronchiale, induzione omeopatica del travaglio di parto, trattamento omeopatico della diarrea infantile), ricerca di base (modificazioni elettroencefalografiche dopo assunzione di un trattamento omeopatico), medicina veterinaria (trattamento omeopatico dell'ipogalattia porcina, dell'anestro bovino, dei piccioni viaggiatori in preparazione delle gare di volo e delle patologie infettive dei polli).
Gli studi effettuati in ambito odontoiatrico hanno riguardato invece il trattamento omeopatico delle afte buccali, delle emergenze odontoiatriche e dei traumi odontostomatologici e l'analgesia omeopatica.
Dalle relazioni sulle attività svolte nel 1999 si ricava che le province che hanno beneficiato delle attività di cooperazione internazionale hanno potuto sviluppare un'attività clinica maggiore e di miglior livello, fra di esse Santiago, con circa 16.000 visite omeopatiche all'anno, Pinar con 43.000, Habana con 28.000.
Il totale delle visite effettuate nel corso del 1999 nel paese è stato stimato intorno alle 130/140.000 e il numero dei medici e odontoiatri che hanno sostenuto un regolare corso di specializzazione sono attualmente circa 1000, oltre a qualche centinaio di farmacisti e veterinari.
Tabella 1: preventivo spese per il Centro di Medicina Naturale e Tradizionale di Avana Vecchia
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Omeoimprese
Appello al Ministro Lorenzin per la modifica delle tariffe previste per i medicinali omeopatici
Il decreto tariffe varato dal precedente governo penalizza le aziende omeopatiche italiane con un aumento di 700 volte della tariffa di registrazione e rinnovo.
Milano, 3 giugno 2013 – Il mondo dell'omeopatia è in allarme per le gravi conseguenze sull'industria omeopatica del Decreto Ministeriale del 15 marzo scorso, che ha aggiornato le tariffe dovute ad AIFA. Finora non è stato possibile chiarire i motivi che hanno portato ad aumenti di 700 volte delle tariffe di registrazione e rinnovo già previste. Dopo aver presentato ricorso al Tar del Lazio, ora Omeoimprese ha inviato al Ministro Lorenzin una richiesta urgente di incontro e l'appello a esaminare la questione.
“Nel 2015, se non si provvederà al necessario rinvio della scadenza, verranno presentate circa 12mila domande di primo rinnovo per i prodotti omeopatici attualmente in commercio e autorizzati dal 1995” spiega Fausto Panni, presidente Omeoimprese. “Ma se non verranno definite tariffe adeguate le aziende italiane potranno presentarne molto poche. L'Italia è il terzo mercato in Europa per i medicinali omeopatici, li usano circa 11 milioni di italiani e gli occupati sono circa 1000. Siamo un settore in salute, nonostante la crisi, non pesiamo sul Servizio Sanitario Nazionale, anzi favoriamo un risparmio e un'entrata in termini di Iva, Irpef e contribuiti previdenziali, ma da qualche anno siamo nell'occhio del ciclone”.
Già nel luglio scorso il settore era dovuto intervenire energicamente per far ridurre il diritto annuale di 1000,00 euro che era stato inserito inaspettatamente con il decreto Balduzzi. “In quell'occasione abbiamo trovato nel Ministro Balduzzi un interlocutore attento” continua Panni. “Del resto era abbastanza evidente che un settore che fattura in un anno 160 milioni di euro non avrebbe potuto versare allo stato 12-15 milioni euro all'anno, in aggiunta alla normale tassazione. Per questo siamo rimasti molto sorpresi nel leggere il nuovo decreto licenziato dallo stesso Ministro, che ci riporta in una situazione allarmante. Il fatturato medio annuo di ogni tipologia di prodotti varia da 1000 a 12 mila euro, anche questa volta è evidente che le aziende non possono correre il rischio di pagare fino a 23 mila euro per ogni richiesta presentata!”
Il tema delle tariffe non è l'unico problema in campo per le aziende omeopatiche, che a meno di due anni dalla scadenza della presentazione delle domande di rinnovo non sono ancora state messe in grado di completare la compilazione dei dossier. Senza contare la stretta ingiustificata sulle officine di produzione italiane.
“Ci auguriamo di essere ascoltati dal Ministro Lorenzin, solo in questo modo i pazienti italiani potranno continuare ad esercitare la loro libertà di scegliere il metodo terapeutico” conclude Panni.
Omeoimprese è l'associazione dell'industria omeopatica in Italia, raduna 16 aziende e rappresenta il 70% del fatturato del settore.
www.omeoimprese.it
Ufficio stampa Omeoimprese
Letizia Olivari
3484108411Sauvegarde de la médecine homéopathique
75% des rèmedes homéopathiques deviennent indisponibles
L’homéopathie est en grave danger. Les médecins homéopathes vous alertent sur la disparition programmée de vos remèdes homéopathiques.
La disparition de 75% des remèdes homéopathiques compromet la santé de nos concitoyens. Nous vous demandons de DECRETER en URGENCE l'autorisation pour tout préparatoire homéopathique habilité sur le territoire français, de délivrer sans frais, l'autorisation de mise sur le marché de l'intégralité des souches homéopathiques mondialement reconnues à partir de la douzième dilution centésimale hahnemannienne, y compris les souches anciennes, ainsi que la possibilité de réaliser des préparations isopathiques à partir de prélèvements biologiques. La sécurité de ces dilutions est sans contestation possible (Principe associé au nombre Avogadro). Cette demande respecte totalement les principes de l'éthique biomédicale qui sont enseignés dans nos universités.
Dr. D. Grandgeorge, Dr. JM. Alexis, Dr. H. Chaboussou, Dr. V. Gaudfernau, Dr. C. Leurele, Dr. P. Gouzon, I. Rossi, Dr. F. Rerolle, Dr. E. Broussalian.
Associazione Culturale Lycopodium
Scuola di Omeopatia Classica "Mario Garlasco"
L'Associazione Lycopodium ha fondato la Scuola di Omeopatia Classica Mario Garlasco con sede a Firenze.
La Scuola è rivolta a Laureati e Laureandi in Medicina e Chirurgia, Veterinaria e Farmacia.
Ha una durata di tre anni con 450 ore complessive in 10 week-end all'anno.
La scuola è stata accreditata a livello regionale.
Gli allievi delle scuole accreditate hanno l'esenzione dei crediti.
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